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Storia-Economia
CENNI STORICI
Le Origini
Le prime testimonianze di presenza umana in loco risalgono direttamente alla preistoria; scarsissimi invece gli agganci topo nomastic all'età romana.Ceresole entre nella storia nel 1041, confermata dall'imperatore Enrico III al vescovo d'Asti.
Parte del territorio - la "grangia del Bosco", attuale cascina Grangia - è possesso dell'abbazi di Casanova
. Con l'inizio del '200 risulta infeudata dal vescovo ai consignori "de Montaldo" e a quelli "de An terixio".
Dopo la metà del '200 Tebaudo e Berruto di Ceresole (dei "de Anterixio"), iniziano la vendita dei loro feudi: nel 1252 cedono a credito ai conti di Biandrate Anterisio e Desaya; due anni dopo vendono ad Asti la lo r parte di Ceresole e ne vengo n reinvestiti; nel 1256, forse costretti vendono ad Asti il credito che hanno verso i Biandrate.
Dopo la sconfitta dei Biandrate nel 1290, metà di Ceresole è temporaneamente infeudata al marchese di Ceva, ma nel 1304 i Biandrate sono riammessi, con patti di vassallaggio verso Asti, nei loro precedenti feudi, ivi compresi Ceresole, per la quale fanno omaggio nel 1312 agli Acaja, ricevendone investitura nel 1314.
I Roero fanno il loro ingresso feudale in Ceresole e Palermo nel 1374, mediante acquisto da Asti viscontea; nel 1468, dopo vari passaggi all'interno del casato, perviene a Filippo, capostipite del primo ramo dei Roero di Ceresole.
Battaglie e Saccheggi
Con le guerre del secolo XV il territorio di Ceresole diventa acampamento e campo di battaglia di francesi e imperiali: la terribile battaglia del 1544 sull'alto ne piano della Gerbola e di Monte Belletto porta la distruzione tra le fila imperiali e in paese.La pace che ne segue a Crépy è solo una tregua effimera; le armate continuano a correre il territorio e nel 1588 Ceresole è nuovamente data alle fiamme dagli spagnoli.
NeI 1630 vi alloggia l'armata imperiale di Rambaldo di Collalto; nello stesso anno vi transitano 23.000 francesi diretti a Canale.
Per gli abitanti, oltre a violenze e depredazioni, resta il loro ricordo nella peste, che infierisce ancora in novembre.
La guerra civile porta altre sciagure.
Nel 1639 l'abitato è saccheggiato dagli alemanni; due anni dopo subisce la stessa sorte ad opera dei francesi. La triste vicenda si ripete nel 1690: il 7 ottobre viene saccheggiata dagli alemanni, seguiti dopo nove giorni dai francesi, che tornano il 29 ottobre e bruciano tutto.
La tragica serie dei saccheggi si chiude nel 1706, il 22 giugno, ad opera dei francesi diretti all'assedio di Torino.
Nell'ultimo quarto del '600 l'ultimo dei Roero - Francesco Bernardino - vende anche il "palazzo" e si riduce a vivere nella stalla dei particolari, morendo in miseria nel 1707 all'Ospedale di Carmagnola.






