Ceresole Porta del Roero e Terra di Tinche e Peschiere
Il paese, fino a non molti decenni addietro, poteva vantare una consolidata fama in campo gastronomico, in quanto le "tinche di Ceresole", particolarmente apprezzate anche al di fuori della zona, rappresentavano un elemento pressoché fisso nei menù delle grandi occasioni e dei più celebri ristoranti, sovente abbinate al fritto misto. Allevate in stagni artificiali, localmente detti "tampe" o "peschiere", utilizzati per l'abbeveramento del bestiame, le tinche di Ceresole erano rinomate per il particolare gusto di terra delle loro carni.L'allevamento delle tinche era legato a precisi momenti stagionali: in primavera si acquistavano gli avannotti che venivano liberati nelle "tampe", quindi, in occasione della festa patronale, la prima domenica di settembre, tutti i ceresolesi si improvvisavano pescatori e con il "rabast", una rete a strascico, oppure con il "tondino ", una sorta di bilancia a rete quadrata di 2-3 metri di lato, si setaccia vano le acque degli stagni di casa per la confezione di quello che era il menù fisso del giorno della festa patronale: tinche fritte.
La specialità gastronomica richiamava molti forestieri che potevano addirittura scegliersi personalmente le tinche ancora guizzanti nelle vasche in pietra dei tre ristoranti locali.
Diffusa era, ovviamente, la pesca di frodo, in cui eccellevano i giovani dei confinanti Tuninetti, soprannominati appunto "ruba - tinche".
Perduta la loro funzione originaria, gran parte delle "tampe" sono state otturate e, con loro, è scomparso anche l'allevamento delle tinche.Le "tampe" sopravvissute, anziché pesci, offrono habitat naturali particolarissimi e spettacolari fioriture di ninfee.
Segnaliamo una visita agli stagni della Tenuta Gallina tra la fine di luglio e la prima metà di settembre per sorprendersi di fronte alle splendide fioriture del fior di loto.
Informazioni e Approfondimenti
L'altopiano di Poirino
Il territorio ceresolese (37,05 km2) è interamente costituito da depositi continentali.
Essi sono ascrivibili, in parte, al Villafranchiano inferiore - su di essi poggia lo stesso concentrico - mentre il rimanente territorio appartiene alla formazione nota come "Altopiano di Poirino".
I terreni che costituiscono questi affioramenti presentano una caratteristica colorazione rossastra, più o meno intensa, originata dai processi di ossidazione progressiva cui i terreni - ricchi di pigmenti di ferro - furono sottoposti nelle fasi glaciali e interglaciali.
Depositi alluvionali merio - recenti compaiono ai lati dei rio Ricchiardo nell'area dell'estremo sud e sud - ovest del territorio e nell'area nord a fiancheggiare i corsi del rio Stellone e del rio Venesima.
Essi sono ascrivibili, in parte, al Villafranchiano inferiore - su di essi poggia lo stesso concentrico - mentre il rimanente territorio appartiene alla formazione nota come "Altopiano di Poirino".
I terreni che costituiscono questi affioramenti presentano una caratteristica colorazione rossastra, più o meno intensa, originata dai processi di ossidazione progressiva cui i terreni - ricchi di pigmenti di ferro - furono sottoposti nelle fasi glaciali e interglaciali.
Depositi alluvionali merio - recenti compaiono ai lati dei rio Ricchiardo nell'area dell'estremo sud e sud - ovest del territorio e nell'area nord a fiancheggiare i corsi del rio Stellone e del rio Venesima.
Clicca sull'anteprima per visualizzare le immagini ingrandite






